Grandi soddisfazioni ma anche grandi responsabilità: essere una mamma single è un mestiere faticosissimo, forse il più duro. Ecco come affrontare gli ostacoli quotidiani
Storie diverse accomunate dallo stesso status genitoriale: essere una madre single. Ci sono le separate o le divorziate che si lasciano alle spalle una relazione finita più o meno bene. Ci sono quelle che una volta rimaste incinta hanno deciso di portare a termine la gravidanza consapevoli del fatto che non avrebbero avuto l’appoggio del padre del bambino. Quelle colpite da un lutto prematuro o ancora, quelle che hanno percorso questa strada consapevolmente. Donne che, avendo a disposizione reddito sufficiente, ma non avendo trovato l’uomo giusto, si sono recate all’estero per sottoporsi alla fecondazione assistita. Tutte queste madri si trovano a godere di tante soddisfazioni ma anche tante difficoltà: il problema del denaro per molte, quello di energie, tempo e solitudine per la gran parte. Secondo gli ultimi dati Istat sono oltre l’11% in Italia, la maggior parte delle quelli formate da una donna con figli.
Il lavoro della mamma single è il mestiere più duro del mondo. Grande la tensione psicologica a cui si è sottoposte quando si sente gravare il peso delle responsabilità unicamente sulle proprie spalle. Talvolta ci sono nonni, sorelle o amiche sulle quali fare affidamento, ma molte sono quelle che contano solo e solamente su se stesse. L’impegno richiesto è gravoso se si conta che già è difficile essere madre e lavoratrice allo stesso tempo, quando si ha un marito vicino.
Le cose da fare non finiscono mai: dopo il lavoro è una corsa unica, tra l’andare a prendere il figlio a scuola, fare la spesa, arrivare a casa e far fare i compiti alla creatura, cucinare, fare la lavatrice, pulire casa. E magari fare i salti mortali per trovare qualche minuto per sé, anche solo per farsi una doccia in santa pace. Normale quindi sentirsi colpite da ansia e stanchezza. O sentirsi isolate: le amiche single o quelle che possono contare su un compagno un minimo collaborativo, hanno sicuramente una vita più semplice. È importante a tal proposito cercare di costruirsi una rete di salvataggio, altre mamme single o madri in generale con le quali aiutarsi vicendevolmente. Cercate di vedere i lati positivi della vostra condizione familiare.
L’importante è non lasciare prevalere lo sconforto. Trovare un equilibrio non è facile ma è possibile. «Quando la nostra bambina Eva aveva poco più di un anno il mio ex marito mi ha lasciato e si è trasferito all’estero con la sua nuova compagna - racconta Simona – i miei genitori abitano lontano. Mi sono sentita totalmente smarrita». Chi non avrebbe provato la stessa cosa? «Per fortuna, specialmente nel primo periodo ma tuttora – continua – mi ha dato una grossa mano una zia del mio ex. Il problema più grande, dopo il denaro, è stato la gestione del tempo e l’organizzazione. Per questo ho cercato di responsabilizzare la mia piccola. Niente di sconvolgente: imparare a vestirsi e lavarsi da sola, fare il letto, preparare la cartella del giorno dopo, apparecchiare la tavola. Eva oggi ha sei anni ed è la mia piccola donna».
L’errore che molte madri sole fanno è riversare tutte se stesse nel proprio figlio. Convincervi di esistere solo in sua funzione e nutrire aspettative esagerate nei suoi confronti (ovvero pretendere che questo valga anche per lui o lei) non è certo il modo di condurre un’esistenza sana. Non vi vorrà meno bene se un giorno alla settimana per un paio d’ore lo affiderete a una baby sitter, un’amica o una nonna mentre voi andate a fare un corso di acquagym, di lingue o un qualunque altro svago. L’errore più frequente delle mamme single è l’essere iperprotettive e iperpresenti: lasciate che viva la sua vita, siate presenti ma non ossessive. Permettetegli di venire a contatto con la realtà, senza rinchiuderlo in una bolla. Ricordatevi che il far parte di una famiglia monoparentale non farà sentire un bambino meno amato.
Se siete reduci da un divorzio o da una separazione, non negate al piccolo la presenza di una figura paterna nella sua vita. Non ci sarà quotidianamente, ma ci deve comunque essere. E non meno importante deve contribuire al suo mantenimento: una crisi finanziaria è l’ultima cosa della quale avete bisogno. Se siete una madre single per scelta non nascondetelo al bambino. Parlategli del padre, magari prima che lo faccia qualcun altro al posto vostro. Senza rancore.
Altra cosa importantissima: non permettete ai vostri figli di essere dei tiranni. Siete una squadra, dovete collaborare vicendevolmente per far funzionare le cose. Ricordatevi che state facendo un doppio lavoro: è un grande sforzo. Non sentitevi in difetto o colpevoli: i bambini lo intuiranno e non è sano. Come tutti i minori hanno bisogno di stabilità, ma è un elemento particolarmente cruciale per chi conta su un solo genitore. Necessitano di un ambiente stabile (casa, lavoro, amicizie…).
Non dimenticatevi che genitori e figli sono su due piani di gerarchia differente: un altro degli errori più comuni è quello di far sentire i bambini troppo adulti, o di essere una madre che si comporta come una sorella maggiore. Il bambino non è un vostro pari. Infine se non ce la fate non abbiate paura di chiedere aiuto a chi vi sta vicino: il bisogno del supporto degli altri non deve farvi sentire una mamma meno brava.
(libero)







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