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Vecchio 04-09-2008, 23.32.59   #1 (permalink)
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predefinito Balbuzie dei bambini

La balbuzie è un disordine del ritmo della parola, la persona sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di involontari arresti, ripetizioni o prolungamenti di un suono. Consiste in contrazioni spastiche, a carico delle funzioni, della regolarità e del ritmo della muscolatura fonorespiratoria. E' un disturbo del linguaggio, ed è un disturbo multifattoriale; dipende dalla personalità legato a fattori psicologici ed ambientali, caratterizzato da un'alterazione del ritmo verbale e da un vissuto emotivo condizionato dall'espressione verbale. La balbuzie è sempre e dovunque un disturbo della "relazione verbale" in situazioni di comunicazione perchè un bambino non balbetta giocando e parlando da solo.
Non esiste la balbuzie, esistono invece i balbuzienti”. Il balbuziente infatti non balbetta mai da solo, ma solo in presenza di altre persone: la balbuzie è pertanto un disturbo di relazione con l’altro e quindi il balbuziente non balbetta perché ansioso, piuttosto è ansioso perché balbetta.

E’ necessario distinguere tra i vari tipi di balbuzie: balbuzie apparente e balbuzie effettiva.

* La balbuzie apparente coincide con un momento di preparazione alla parola e, generalmente, si risolve spontaneamente, senza lasciar traccia. Questo disordine interessa la quasi generalità dei bambini (dai 2 ai 4 anni) ma, più che un vero e proprio disturbo del linguaggio, è manifestazione d’immaturità espressiva, di carenza di vocabolario, d’incompleta formazione di tutto l’apparato fonatorio e d’incoordinazione coi centri verbo-motori. E' un fenomeno temporaneo, che il bambino vive senza problemi e di cui quasi mai si rende conto, mentre il genitore può vivere questo periodo erroneamente con ansia.
* La balbuzie effettiva (o secondaria) è una realtà che si delinea dai 5-6 anni in poi ed ha un'origine ben diversa. Il soggetto inizia a prenderne coscienza e a preoccuparsi, creandosi una serie di complessi specifici e generici, espressivi e comportamentali. Il disturbo può fissarsi e radicarsi nella personalità del soggetto sempre più, perdurando anche in età adulta, rendendo sempre più difficoltosi i tentativi terapeutici mano a mano che si avanza con l’età. A questo punto si accompagna a un disturbo della personalità che, alterando l’equilibrio emotivo del soggetto, concorre all'automantenimento del problema.

TIPOLOGIA
Una sintetica classificazione delle varie forme di balbuzie in età infantile non è così facile, anche perché non esistono al mondo due bambini che balbettano allo stesso modo. Gli studiosi hanno comunque classificato tre differenti tipi di balbuzie, facendo riferimento alla particolare configurazione del "blocco" e ai suoni caratteristici che il blocco verbale manifesta nello sforzo articolatorio:

Forma Clonica: Il fenomeno è classificato clonico se comporta la ripetizione di una o più parti iniziali, interne o finali di una parola. E' solitamente la forma più frequente con cui la balbuzie si manifesta nell'età infantile;
Forma Tonica: Il fenomeno è classificato tonico se si manifesta all'inizio della parola con difficoltà di pronuncia e, nei casi più severi, comporta un vero e proprio "blocco" nella fluenza verbale del bambino;
Forma Palilalica o Mista: un mix delle due forme precedenti caratterizzata dalla presenza di prolungamenti, tonicità e ripetizioni cloniche.

ORIGINI
La Balbuzie non è un fenomeno unico ma bensì determinato a diversi livelli da fattori sia fisiologici che psicologici, sia genetici che derivanti da variabili ambientali. Tutti queste variabili possono giocare un ruolo importante nell'insorgere della balbuzie e può risultare estremamente difficile determinare a priori quale di queste concause sia quella prevalente. Solo un approccio terapeutico di tipo multi-disciplinare permette di valutare e comprendere le variabili che possono entrare in gioco in presenza di fenomeni di balbuzie nell'età infantile.

Come disturbo della relazione e della comunicazione di origine psicologica, la balbuzie si manifesta talvolta improvvisamente in età infantile nutrendosi di situazioni traumatiche o avvertite come tali (nascita di un fratellino, situazioni di anaffettivà, perdita di sicurezza, traumi, precari inserimenti), insieme a relazioni difficili e per lui causa di ansia, avvertite dalla sensibilità del bambino nei primi anni di vita. Altre volte si inserisce nel linguaggio gradualmente insieme ai tentativi del bambino di pronunciare vocaboli e termini foneticamente complessi (queste esitazioni prendono il nome di disfluenze specifiche).

In genere il venirsi a creare una situazione reattiva (scatenante) rompe il delicato equilibrio psico-emotivo del bambino dando alla balbuzie (sintomo), caratterizzata da pause, interruzioni, prolungamenti, ripetizioni di sillabe o di singoli fonemi, la possibilità di rappresentare ai genitori uno scompenso interno, un disagio latente della personalità e della relazione (balbuzie-sindrome).

Riguardo l'età infantile si può affermare che il bambino sceglie, inconsciamente, tra gli innumerevoli sistemi di comunicazione di cui dispone, una modalità. in questo caso la parola bloccata, il linguaggio esitante, che gli garantisce una "cassa di risonanza" sicura per attrarre l'attenzione dei genitori, per comunicare il suo stato interiore, per "dire" all'adulto del suo disagio riguardo eventi particolari o vissuti con ansia.

Le differenti argomentazioni sulle cause della disfluenza possono essere suddivise in tre gruppi principali:

Cause Organiciste: la normale fluenza viene ostacolata da un quadro logopatico instabile, da lesioni cerebro-corticali, da insufficienze dell'apparato fonatorio.
Cause Psicogenetiche: la disfluenza del linguaggio ha origine intima, nervosa e il fenomeno, fortemente intermittente, aumenta sistematicamente in situazioni intensamente emotive.
Cause Linguistiche: il normale flusso verbale viene interrotto a causa di incertezze terminologiche, sintattiche e grammaticali, costringendo il bambino a continue varianti rispetto alla elaborazione primaria del pensiero.
In alcuni casi parlare più correttamente di cause imitative, in quanto è ampiamente dimostrata la maggior predisposizione alla balbuzie dei bambini nati in realtà familiari ove vi siano soggetti affetti da tale disturbo.

Si può ritenere che tutte le teorie abbiano un fondamento e che non esiste una balbuzie costantemente specifica e univoca. I fenomeni spesso si sovrappongono e si intersecano nelle forme più svariate ed è per tale motivo che ogni bambino ha un suo personale modo di balbettare, ora minimamente ora più seriamente, a seconda delle circostanze ambientali o emotive.

Nessun bambino nasce con il problema della balbuzie, ma questa si manifesta solo in un secondo momento. Parlare non è cosa facile, e per un bambino lo è ancor meno. E' assolutamente normale per un bambino di pochi anni avere qualche difficoltà nel trovare la giusta coordinazione fisica, intellettuale ed emotiva necessaria ad un linguaggio fluente. Il bambino che balbetta mostra maggiori difficoltà a controllare i processi di produzione della parola, richiedendo tempi maggiori per coordinare ed organizzare l'atto verbale.
Se è vero che verso i 3 o 4 anni tutti hanno dei fenomeni di disfluenza dovuti all'apprendimento del linguaggio, è altrettanto vero che, sempre in questo periodo, possono iniziare a manifestarsi fenomeni di vera balbuzie.
Tutti noi abbiamo delle disfluenze occasionali, quando siamo nervosi o emozionati.
Purtroppo vi è ancora chi considera chi balbetta come un individuo anormale psichicamente ed eccessivamente emotivo. E questo non è vero! In realtà gli studi condotti hanno dimostrato che i bambini affetti da balbuzie sono soggetti del tutto normali psichicamente, e con una grandissima sensibilità; inoltre molti terapeuti sostengono che il bambino con problemi di balbuzie ritenuto ha spesso un quoziente intellettivo nettamente superiore alla media.

Spesso i bambini manifestano nel linguaggio uno stress emotivo eccessivo, e ciò è sempre più causato dai ritmi frenetici della loro vita. E' verso i tre/quattro anni che i bambini manifestano le prime imperfezioni nella fluenza verbale, con ripetizioni o prolungamenti di suoni. Tali imperfezioni nella parola, chiamate dis-fluenze, possono essere del tutto normali e generalmente, con il passare del tempo, tendono a scomparire naturalmente.

Purtroppo anche la vera balbuzie, o dis-fluenza anormale, è un disturbo che generalmente insorge nell'età infantile, collocandosi tipicamente nel periodo 4-6 anni.
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Vecchio 04-09-2008, 23.37.58   #2 (permalink)
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predefinito Terapie

TERAPIE
Si può fare molto, anche a livello terapeutico, per migliorare la fluenza verbale di un bambino che balbetta. L'obiettivo principale, sopratutto su bambini dai 3 ai 7 anni, è evitare che la balbuzie diventi nel tempo troppo severa e si "cronicizzi", adoperandosi quindi per mantenerla ad un livello "gestibile" dal bambino e da coloro che lo circondano.

Ci sono molte persone al mondo che convivono felicemente con la propria balbuzie e per molte di esse, riuscire a controllarla e a mantenere un soddisfacente grado di fluenza verbale può già essere considerato un grande successo terapeutico.

Catalogando gli "approcci terapeutici" si possono indicare due gruppi principali di tecniche:

Tecniche Miste
Tecniche Logopediche e Foniatriche
Tecniche Psicologiche


Le tecniche miste partono dal presupposto che la balbuzie non ha quasi mai un'unica causa ma è generalmente determinata da un insieme di fattori inconsci, educativi, sociali, fonetici, motori, emotivi, sociali, culturali, ereditari, ecc. Per questo motivo occorre utilizzare un metodo terapeutico che faccia uso sia di tecniche Logopediche/Fonoiatriche che di tecniche Psicologiche, con modalità e "dosi" differenziate per ogni bambino a secondo della propria specifica patologia e della propria "storia".

Le tecniche Logopediche/Fonoiatriche cercano di agire direttamente sul sintomo migliorando e regolando: la coordinazione del sistema pneumo-fono-articolatorio , l'atto respiratorio, la ripetizione sillabica , la ritmica del linguaggio, l'articolazione dell'atto fonatorio e la coordinazione muscolare.

Le tecniche psicologiche hanno come obiettivo il rafforzamento dell'Io e partono dalla convinzione che sia la repressione di impulsi non coscienti a generare i problemi di controllo dei logo-spasmi. Le tecniche psicologiche si propongono di far evolvere la personalità del bambino considerando come cause principali della balbuzie l'angoscia, il carico emotivo e il senso di solitudine.

Il ruolo dei genitori quali educatori e primi terapeuti nei confronti della balbuzie infantile è fondamentale. Occorre sopratutto comprendere le difficoltà del figlio ed aumentare l'interazione con esso, ponendosi al di la del sintomo e operandosi per migliorare continuamente la propria qualità di comunicazione. I genitori possono intraprendere tutta una serie di azioni e di comportamenti educativi tesi a favorire la fluenza verbale dei propri figli. Occorre sopratutto aumentare le "abilità sociali",social skill, dei bambini.

Non appena subentra il sospetto che le disfluenze del proprio figlio siano più serie del normale occorre rivolgersi ad uno specialista del linguaggio, verificando però che questi abbia una specifica esperienza di studio e di lavoro sulla balbuzie.

COME AIUTARE I BAMBINI

Occorre soprattutto comprendere le difficoltà del bambino ed aumentare l'interazione con lui, cercando di porsi al di là del sintomo e operando per migliorare continuamente la qualità della comunicazione. Più che "combattere" direttamente la balbuzie, attività da lasciarsi ai più preparati terapeuti, i genitori possono intraprendere tutta una serie di azioni e di comportamenti educativi tesi a favorire la fluenza verbale dei figli.
Occorre sopratutto aumentare le "abilità sociali" dei bambini ed in tal senso i genitori hanno un ruolo fondamentale come primi ed indispensabili modelli di relazioni sociali.

Non date suggerimenti "inutili" al bambino che sta balbettando. Frasi del tipo “parla più lentamente”, “prendi fiato”, “ricomincia da capo”, servono solo ad aumentare la sua ansia. E' importante capire che il bambino si rende perfettamente conto della sua balbuzie e la vive con una forte tensione emotiva e con grande stress. Consigli di questo tipo non fanno che "sottolineare" la presenza del problema e quindi non sono di alcun aiuto al bambino.

Non mettete fretta ad un bambino che sta cercando di comunicare qualcosa.

Non completate il discorso che il bambino sta esprimendo: cercare di indovinare il suo pensiero ed anticiparlo vuol dire spezzare il suo processo di comunicazione.

Non fate complimenti inutili al bambino quando questi non balbetta. I complimenti finiscono per rafforzare nel bambino il convincimento che balbettare è brutto. Elogiate invece il bambino quando questi si esprime con chiarezza, anche in presenza di alcune disfluenze. Il bambino deve essere gratificato per il “contenuto” del suo linguaggio non per la “forma” dello stesso.

Ascoltare attentamente ciò che il bambino dice con la massima intensità. Il vero ascolto è “entrare in relazione” con l'altro, ed è qualcosa di più complesso del solo sentire. Si può spesso ascoltare ciò che l'altro vuole dirci anche con una carezza, con un sorriso, oltre che con il semplice “udito”.

Nel momento in cui il bambino inciampa sulle parole è naturale che si crei un clima di tensione in cui tutti sono in attesa che le “benedette parole” escano finalmente senza inciampi. Questa tensione riguarda entrambi i partner della comunicazione, ossia i genitori e bambino. È importante però che questa attesa non si trasformi in un’aspettare senza fine che porta poi allo sfinimento e a mollare la comunicazione.
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Vecchio 23-01-2009, 16.01.15   #3 (permalink)
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Ciao a tutti!
Intervengo in questa discussione perchè ho avuto diverse esperienze dirette con bambini balbuzienti, e so bene quanto interferisca questo disturbo, specialmente se non affrontato nei giusti modi.
Intervenire da bambini significa evitare di farli soffrire da grandi, evitare il manifestarsi di altri fattori come l'insicurezza, l'ansia, la perdita di autostima, e tanto altro.
Un ruolo importante rivestono dunque i genitori, perchè spesso comportamenti sbagliati possono far peggiorare la situazione.
Quello che vi riporto di seguito è il link ad un articolo che suggerisce come comportarsi coi propri figli se balbettano:
BALBUZIE-NEWS: informazioni sulla balbuzie: Mio figlio balbetta: cosa faccio?
Balbuzie Infantile: Come intervenire? - VIVERE SENZA BALBUZIE

Una signora ci ha posto questa questione: BALBUZIE-NEWS: informazioni sulla balbuzie: Mio figlio balbetta: cosa faccio?
Per quelli che non hanno voglia di leggere, riassumo dicendo che si tratta di una signora che per vari motivi si è dovuta trasferire all'estero, e poichè la sua bambina aveva già problemi di linguaggio, dover parlare una nuova lingua ha ancor i pià alimentato il problema.

Secondo un'altra recente ricerca, i bambini bilingue sarebbero più inclini alla balbuzie. Per vedere nel dettaglio, vi rimando all'articolo BALBUZIE-NEWS: informazioni sulla balbuzie: Bimbi bilingue più inclini alla balbuzie

Mentre arriva dall’Australia l’ultima ricerca sulla balbuzie infantile. Si tratta dello studio dei ricercatori del dipartimento di Pediatria dell’ Università di Melbourne pubblicato sulla rivista Americana Pediatrics.

La studio australiano sui bambini, ha trovato che l’ 8,5% sviluppa la balbuzie prima che raggiungano i 3 anni di età. Circa l’1% degli adulti balbetta, quindi un’importante implicazione è che il tasso di recupero naturale potrebbe essere molto più elevato rispetto a quanto pensato in passato.

Potete vedere i dettagli della ricerca e come può essere utile ai genitori per comprendere meglio il fenomeno della balbuzie infantile nell'articolo Balbuzie infantile: un nuovo studio dall’Australia | BALBUZIE-NEWS: informazioni sulla balbuzie
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BALBUZIE-NEWS: informazione sulla balbuzie
http://www.balbuzie-news.it
http://www.balbuzie-news.it/forum

VIVERE SENZA BALBUZIE
http://www.viveresenzabalbuzie.it
http://www.perlaparola.com

Ultima modifica di Astrovic : 07-03-2009 a 15.39.54. Motivo: Errori di battitura
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Vecchio 03-05-2010, 23.46.04   #4 (permalink)
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predefinito ciao a tutti

Ciao a tutti, sono Barbara e per la prima volta partecipo ad un forum ( con grande difficolta'). Sono la mamma di un bambino balbuziente dall'eta' di 3 anni e vorrei sapere se tra voi c'e' qualche mamma che ha partecipato ai corsi della Dott.ssa Comastri con il proprio bambino. Ditemi, x favore, le vs impressioni. Grazie mille. Ciao
mukkotina non e'  in linea   Rispondi quotando Condividi tramite Facebook



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