Eccoci arrivati al dunque: la scuola è finita, finalmente, ma i compiti delle vacanze si materializzano come il peggiore degli incubi, soprattutto per i genitori: corri a cercare il libro delle vacanze, costringi i bambini a fare i compiti, rovinati le uniche vacanze che hai a urlare dietro ai tuoi figli per fare questi benedetti esercizi…
Rewind! Riavvolgiamo il nastro e analizziamo!
Prima di esaurirci, cerchiamo di trovare qualche strategia utile per non rovinarci le vacanze e non arrivare a Settembre con l’acqua alla gola.
I compiti delle vacanze servono davvero?
Molti pediatri, medici e professoroni dicono che i compiti delle vacanze non servono a nulla: le vacanze devono essere vacanze, devono servire ai ragazzi per rigenerarsi, riprendersi dai ritmi frenetici della scuola, per scaricare lo stress…
Dall’altra parte, insegnanti e pedagogisti ritengono che i compiti delle vacanze siano utili per ‘rinfrescare’ gli argomenti studiati, e per non cancellare con un colpo di spugna tutto il lavoro fatto in classe.
Io, che non sono nessuno, ma sono stata studentessa, penso che i compiti delle vacanze siano utili, se sono dati nella giusta misura, se non diventano una questione di vita o di morte, se non ti rovinano le vacanze.
Da piccoli, i libri delle vacanze sono anche divertenti: contengono molte storielle, tanti rebus e cruciverba, alcuni giochini… se viene adottato un buon libro delle vacanze, tutto sommato si può trasformare questa attività in un gioco.
Alle medie, di solito si deve leggere molto e fare grandi temi: anche questo mi sembra fattibile. Se i ragazzi leggono poco, è sempre bene rimediare. Certo, però, che se vengono affibbiati libri pesanti e noiosi, lunghissimi, e per di più da recensire come se si stesse scrivendo una tesi… la voglia di leggere passa in un secondo!
Alle superiori: il dramma. Ricordo decine e decione di versioni, esercizi, libri da recensire… un incubo. Ed è un grosso peccato, perchè in questo caso basterebbe assegnare una lista di 50 libri ai ragazzi, chiedendogli di sceglierne 5 da leggere con cura. Molto meglio invitare a leggere, che invitare all’acquisto dei Bignami!
Quindi?
- Gli insegnanti dovrebbero avere un po’ di giudizio: intanto dovrebbero mettersi d’accordo tra loro, in modo da non assegnare una quantità esagerata di compiti. E poi probabilmente dovrebbero svolgere anche loro gli stessi compiti dei loro alunni: così misurerebbero in prima persona cosa è umanamente possibile fare in vacanza, e cosa no;
- I genitori non dovrebbero partire subito in quarta, con boicottaggi, lamentele, piagnistei e recriminazioni… se per primo un genitore si lamenta dei compiti, un bambino si sentirà ugualmente autorizzato a lamentarsene!
E allora come si fa?
Innanzi tutto un buon metodo è contare i giorni di vacanza e suddividere i compiti, realizzando insieme ai bambini un cartellone (o un sistema di post it) che li aiuti a non caricarsi di lavoro, distribuendolo per tutto l’arco delle vacanze.
Per esempio si può decidere che i compiti delle vacanze si fanno al mattino presto (ma senza mettere la sveglia, per favore!), oppure nelle ore più calde del pomeriggio, o ancora a giorni alterni, una materia alla volta… ma mai più di un’ora alla volta! E’ una vacanza!
Per la stessa ragione, ci si può mettere d’accordo con i propri vicini, per fare in modo che i bambini si ritrovino tutti insieme a fare i compiti, o che i compiti vengano svolti da tutti nelle stesse ore: in questo modo dai cortili non si sentiranno i ‘richiami delle sirene’ di quei bambini che saltano i compiti, mentre i nostri piccoli Oliver Twist stanno chini sui libri.
Se con questo programma non è possibile svolgere tutti i compiti assegnati, allora si potrebbe anche prendere una decisione drastica: faremo soltanto i compiti più importanti, e lasceremo da parte gli altri! E nel fare questo non sarebbe male mettersi d’accordo con gli altri genitori dei propri figli, per adottare tutti lo stesso sistema: in questo modo, forse, gli insegnanti potranno accorgersi di avere esagerato.
E gli altri bambini?
I bambini che soffrono di disprassia, dislessia, disgrafia… non dovrebbero essere obbligati a completare i libri classici delle vacanze, ma aiutati con un programma apposito studiato per loro. In questo caso, prima della fine della scuola, si potrà chiedere aiuto alle insegnanti per avere esercizi specifici, o concordarli direttamente con logopedisti e professionisti che li seguono.
Niente compiti!
Se siete tra i fortunati che non hanno compiti per le vacanze, approfittate per scoprire il piacere della lettura!
Da piccoli, non c’è niente di meglio che approcciarsi ai libri in modo ‘casuale’, senza obblighi di sorta.
fonte: pianeta donna.it......mamma felice







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30/08/2012
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