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Discussione Dubbi secondo figlio

  1. #1
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    Predefinito Dubbi secondo figlio

    Buongiorno,
    ho una bimba di quasi 3 anni, e molti dubbi sul fare un secondo figlio.
    Della mia bimba sono innamorata, è stata dall'inizio una bimba dolce e sveglia, siamo unitissime, quasi simbiotiche, sebbene io lavori full time e stia fuori casa 10 ore al giorno. La bimba va al nido fino alle 4.30 e le restanti ore mi aiutano mia madre e mia sorella, pur se non sempre volentieri, per vari motivi non legati alla bimba ma per loro problemi personali.
    Di fatto, nonostante vogliano bene alla bimba, mi fanno pesare moltissimo l'aiuto che mi danno, me lo rinfacciano continuamente, mi controllano gli orari di uscita dal lavoro, mi rimproverano quando faccio tardi perché spesso ho riunioni infinite la sera, riunioni a cui non posso mancare. Nonostante sia felicissima di essere mamma, devo ammettere che il mio contesto familiare non mi sostiene emotivamente e praticamente quanto avrei bisogno, mio marito è un padre bravo ma anche lui lavora come me fuori casa 10 ore al giorno e tante volte siamo in difficoltà nel conciliare le carriere con la genitorialità. Ci manca il supporto adeguato.
    Fatta questa premessa, a volte penso che vorrei un altro figlio, mi piace l'idea di avere di nuovo la pancia (la prima gravidanza fu stupenda), mi piace l'idea di ripercorrere i passi già fatti con mia figlia, mi piace l'idea che mia figlia abbia una sorellina o un fratellino con cui giocare e crescere. Mio marito, come me, adora l'idea e lo vorrebbe.
    Tuttavia se penso al contesto della mia famiglia mi gelo.
    Ho paura di trovare ostilità in chi dovrebbe supportarmi, almeno emotivamente. Ho paura mi venga negato l'aiuto che sarebbe indispensabile. Ho paura di perdere di nuovo quel fragile equilibrio che ho riconquistato dopo i primi anni che sono stati difficilissimi, perché mi hanno fatto scoprire quanto poco fossi amata da mia madre, e i limiti dell'aiuto che è stata disposta a darmi.
    In questo momento sono abbastanza stabile, ho rimesso insieme i pezzi della mia vita ma sento ancora addosso le ferite. Provo quasi un dolore fisico al ricordare le parole che mia madre mi ha rivolto, i no che mi ha detto, il modo in cui l'ha fatto. La cosa mi ha portata ad un graduale allontanamento, e oggi mi tengo a distanza di sicurezza per così dire.
    Abbiamo una casa al mare che io adoro, vi sono cresciuta a i miei ricordi più belli sono legati a quella casa....la sento come una parte di me. Ebbene mia madre ha fatto di tutto per allontanarmi da quella casa, facendomi sentire un'ospite per di più sgradita, al punto che oggi purtroppo se penso a quella casa un tempo tanto amata provo amarezza, angoscia, paura, e l'idea di andarci mi causa palpitazioni e un senso di malessere generale...credevo che avrei cresciuto mia figlia facendo amare anche a lei quei posti, quella casa, invece la frequento sempre meno e quando ci vado mi sento veramente un'ospite sgradito. Non comprendo le ragioni che possano aver portato mia madre a riversare su di me tanto odio, non comprendo come si possa trattare così una figlia che non ha mai dato un pensiero, e non riesco a fare pace con questo.
    Tornando al discorso figlia, so che da soli io e mio marito non possiamo farcela; non abbiamo i mezzi, non siamo in grado da soli di crescere 2 figlie a 0 aiuti, il binomio nido+tata è insostenibile economicamente e non ci sono strutture che coprono l'intero nostro orario lavorativo, peraltro mutevole.
    Peraltro mi vengono in mente scenari spaventosi, ad esempio che potrei perdere mio marito e trovarmi a crescere 2 figlie completamente da sola....
    Cosa devo fare? Dover rinunciare a fare un figlio per questi motivi mi sembra assurdo, ma mi sembra anche assurdo fare un gesto avventato e ritrovarmi a elemosinare aiuto piangendo come già capitato.
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  2. #2
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    Mostra ai tuoi figli amore gentilezza rispetto..tratteranno gli altri allo stesso modo....
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    Ciao ipposam,il tuo racconto tocca il cuore.. infinita dolcezza ma anche tanta tristezza arrivano attraverso le tue parole..
    In qualcosa mi ritrovo.. sara' per questo che mi sono un po emozionata... tra le cose la rinuncia al secondo figlio .
    Non voglio entrare in contesti personali ,ma leggendoti ... la tua situazione non ti permette avere un secondo figlio.
    Tu e tuo marito lavorate tante ore al giorno ..tua mamma e tua sorella sono disponibili , ma mettono dei paletti,quindi non puoi "costringerle" ad avere un'ulteriore impegno.. affidarsi alla tata sinceramente non vedo il senso.. avere dei figli è meraviglioso... ma se poi devono crescerli gli altri ... non è giusto.
    Ovviamente questo è un mio personalissimo pensiero. Ho smesso di lavorare per allevare mio figlio quindi... nonostante mia madre mi avesse offerto il suo aiuto.. ma è stata proprio una cosa mia e di mio marito.
    Mi dispiace dirti questo,perchè ho provato le tue stesse sensazioni nel sognare di rivivere la gravidanza .. i primi anni... ,ma ho dovuto dire no perchè non c'erano le condizioni giuste.(diciamo in sincerità che ha deciso mio marito...io avrei rischiato),ma diciamo lui ha ragionato razionalmente .
    Penso che devi analizzare bene tutto ... la tua situazione letta dal di quà non presenta dei presupposti adeguati per un secondo figlio... emotivamente intendo... perchè chi ti aiuta sono coloro che cmq ti fanno pesare ritardi etc...
    Se non ho compreso male dopo aver passato momenti difficili,sei riuscita a rimettere in piedi la tua vita.
    Anche per te stessa perchè rischiare di rompere questo delicato equilibrio..

    Sarebbe molto importante prima di tutto... e te lo dico in punta di piedi... riuscire ad armonizzare il rapporto che hai con tua mamma , capire cosa e perchè si è rotto tra voi.. perchè questa ostilità... questo alone di insofferenza che vi divide e che ti sta facendo male..
    Raggiungere l'armonia per rientrare in quella casa al mare.. alfine di non sentirti un ospite sgradito... sarebbe una conquista emotiva,e dopo chissà..quando il rapporto sarà piu chiaro non solo potrai portarci la bambina grande.. ma sarà possibile anche un nuovo arrivo... ma prima devi trovare il capo di questa matassa e strigarla.. per te stessa e per la tua famiglia ,questo credo ti porterebbe poi a prendere decisioni serene e senza dubbi se dovrai chiedere aiuto a tua madre e tua sorella, sentendole però dalla tua parte...
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    Stefania

    ..voglio pensare che ancora mi ascolti,e che come allora sorridi..e che come allora sorridi..

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    E ne hai fatto molto di più
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  3. #3
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    Quote Originariamente inviata da mamma69 Visualizza il messaggio
    Ciao ipposam,il tuo racconto tocca il cuore.. infinita dolcezza ma anche tanta tristezza arrivano attraverso le tue parole..
    In qualcosa mi ritrovo.. sara' per questo che mi sono un po emozionata... tra le cose la rinuncia al secondo figlio .
    Non voglio entrare in contesti personali ,ma leggendoti ... la tua situazione non ti permette avere un secondo figlio.
    Tu e tuo marito lavorate tante ore al giorno ..tua mamma e tua sorella sono disponibili , ma mettono dei paletti,quindi non puoi "costringerle" ad avere un'ulteriore impegno.. affidarsi alla tata sinceramente non vedo il senso.. avere dei figli è meraviglioso... ma se poi devono crescerli gli altri ... non è giusto.
    Ovviamente questo è un mio personalissimo pensiero. Ho smesso di lavorare per allevare mio figlio quindi... nonostante mia madre mi avesse offerto il suo aiuto.. ma è stata proprio una cosa mia e di mio marito.
    Mi dispiace dirti questo,perchè ho provato le tue stesse sensazioni nel sognare di rivivere la gravidanza .. i primi anni... ,ma ho dovuto dire no perchè non c'erano le condizioni giuste.(diciamo in sincerità che ha deciso mio marito...io avrei rischiato),ma diciamo lui ha ragionato razionalmente .
    Penso che devi analizzare bene tutto ... la tua situazione letta dal di quà non presenta dei presupposti adeguati per un secondo figlio... emotivamente intendo... perchè chi ti aiuta sono coloro che cmq ti fanno pesare ritardi etc...
    Se non ho compreso male dopo aver passato momenti difficili,sei riuscita a rimettere in piedi la tua vita.
    Anche per te stessa perchè rischiare di rompere questo delicato equilibrio..

    Sarebbe molto importante prima di tutto... e te lo dico in punta di piedi... riuscire ad armonizzare il rapporto che hai con tua mamma , capire cosa e perchè si è rotto tra voi.. perchè questa ostilità... questo alone di insofferenza che vi divide e che ti sta facendo male..
    Raggiungere l'armonia per rientrare in quella casa al mare.. alfine di non sentirti un ospite sgradito... sarebbe una conquista emotiva,e dopo chissà..quando il rapporto sarà piu chiaro non solo potrai portarci la bambina grande.. ma sarà possibile anche un nuovo arrivo... ma prima devi trovare il capo di questa matassa e strigarla.. per te stessa e per la tua famiglia ,questo credo ti porterebbe poi a prendere decisioni serene e senza dubbi se dovrai chiedere aiuto a tua madre e tua sorella, sentendole però dalla tua parte...
    Ciao grazie per le tue parole, hai colto molto della mia situazione. Purtroppo il nodo è il rapporto con mia madre. Vedo attorno a me molte donne nella mia situazione, mamme che lavorano ma hanno la serenità di sapere di avere alle spalle famiglie pronte ad aiutarle. Ogni volta mi chiedo perché io no. Ho capito i limiti di mia madre solo quando è nata mia figlia, prima avevo un’altra visione di lei. È sempre stata una donna autonoma, indipendente, la ammiravo. Ha avuto 2 figlie, e ha delegato alla nonna la nostra crescita, perché anche lei lavorava full time. Mi ha sempre sostenuta e spinta a studiare e fare carriera, ho fatto tutto come voleva lei, ma quando mi sono sposata, peraltro con un ragazzo per bene e bene accetto anche da lei, mi sono sentita abbandonata, buttata via. Quando è nata mia figlia mia madre mi ha trattato peggio che se fossi stata un’estranea, dicendomi subito che non gradiva i neonati, come uno che ti dice che non ama i gatti. Per tenermi il lavoro che con tanta fatica mi sono guadagnata sono rientrata subito in azienda, contavo sull’aiuto di mia madre ma è stato subito chiaro che non potevo contare sul suo aiuto come pensavo; mi rimproverava quando tardavo, mi faceva storie quando il nido era chiuso o se la bambina era malata, insomma ogni volta che avevo una situazione più critica da gestire invece di aiutarmi mi creava un problema in più. Così sono iniziati i miei mal di pancia delle 18, perché trovandomi ancora in ufficio e non potendo uscire vivevo e vivo malissimo il mio ruolo di mamma; sono iniziate le mie corse in macchina la sera per rientrare il prima possibile, spesso con le lacrime agli occhi, i semafori sempre troppo lunghi, le code di macchine che mi tengono lontana dalla mia cucciola. Poi il problema enorme dell’estate, perché le nostre ferie non coprono assolutamente le chiusure del nido, e ogni anno l’estate è diventata un vero incubo.
    Sinceramente non ero preparata a questo, non sapevo non ci fossero strutture adeguate per tenere i bimbi durante l’orario di lavoro, io sono dovuta ricorrere a costose strutture private.
    Non sono affatto contraria a ricorrere a tate se ben preparate, ma tra scuole private e tate e mutuo si finisce col lavorare per pagare tutto questo meccanismo.
    Non sono abbastanza giovane per rimandare una seconda gravidanza, sono prossima ai 40; ma mi rendo conto razionalmente di quante difficoltà andrei a crearmi e ho paura. Non riesco a capire le mancanze di mia madre, proprio lei che ha lavorato tanto, proprio lei che ha delegato sempre a sua madre tutto quello che poteva, nega a me l’aiuto che ha avuto e anzi mi ha persino detto che se uno non può gestirsi i figli da solo non dovrebbe farli. Ha solo questa nipote ma la vede come un onere e basta, mai mi sarei aspettata un simile atteggiamento, e non riesco a perdonarla.
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  4. #4
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    Io mi ci rivedo molto nel tuo racconto....
    Ti racconto in breve la mia situazione:
    - Io sono figlia unica
    -abbiamo due figli: 8 anni e 4 anni
    -famiglia di mio marito lontana da noi e cmq mai stata disponibile ad aiutarci (sia economicamente che materialmente)
    -i miei genitori entrambi lavoratori (da 1 anno e mezzo mio padre in pensione cmq) ma mia madre lavora solo la mattina da lunedì a giovedì
    -avuto enorme aiuto economico in passato dai miei genitori per aiutarci a comprare casa.
    -io e mio marito lavoriamo full-time. Mio marito ha orari impossibili per cui non ho aiuto coi bambini da parte sua. Parte alle 7:30 e rincasa non prima delle 19:30/20.
    -Mia madre ci ha aiutati negli anni solamente andando il pomeriggio a prendere il più grande all'asilo e poi a scuola e tenendolo con lei un'ora finchè io non finivo lavoro.
    -quando abbiamo deciso di fare il secondo ci ha detto chiaramente "arrangiatevi" per la gestione di questo nuovo arrivato. Io già faccio tanto.

    Ora.... che fare?
    Con sacrificio, abbiamo assunto una ragazza full-time che ci porta il piccolo all'asilo e sta con lui il pomeriggio e se sta male.
    Praticamente io lavoro per pagare lei....
    Col grande mi arrangio io perchè lo porto a scuola alle 7:45 e poi vado diretta in ufficio.
    Il pomeriggio fino a poco tempo fa mi veniva incontro mia madre e come la tua (andandomelo a prendere a scuola alle 16:30) senza perdere occasione per rinfacciarmi quell'ora al giorno che si dedicava al nipote. "eh ma io lavoro" "eh ma io sono stanca" "eh ma io con sto impegno che mi dai non riesco mai a fare niente per me" . Sta situazione iniziava veramente a pesarmi... io credo che stare coi nipoti e dare aiuto alla figlia non dovrebbere essere cosa da rinfacciare o far pesare ed invece... no! Infierire sempre e cmq!

    E poi è successa una cosa poco piacevole per noi...al secondogenito è stata diagnosticata una forma lieve di autismo, fortunatamente risolvibile ma c'è da lavorare tutti insieme per aiutarlo.
    In tutto questo mia madre cosa ha fatto? Niente!
    Anzi si è letteralmente allontanata dal bambino... io credo non accetti la sua problematica. Non lo vuole vedere, non lo cerca.
    Si è buttata sul primogenito per quale cmq ha sempre avuto preferenza.

    Io sono riuscita a farmi dare una riduzione di orario per cui ora esco alle 16:30 in modo da non dover "elemosinare" + il suo aiuto.
    Credevo che dopo questo cambiamento le tornasse la voglia di stare coi nipoti, soprattutto col + piccolo... ma invece tutto tace.
    Io come figlia mi sento veramente trattata male... non mi chiede mai come sto, come sto vivendo questa cosa di avere un figlio problematico, di come stanno i bambini.
    Quelle RARE volte che le chiedo se può tenerci i bambini qualche ora, e sottolineo qualche ora, non pretendo da mattina a sera, per permetterci di andare a mangiare una pizza o fare due passi in centro mi sento sempre dare risposte negative per la serie "ah no tutti e due assieme scordatelo" "ah no dobbiamo andare via" "ah finchè fa freddo e devono stare in casa non se ne parla"
    è umiliante!!!! cosa le ho fatto? cosa le abbiamo fatto?

    e si che tempo fa pure io come te l'ammiravo perchè la vedevo una che si dedicava a chi aveva bisogno (nonni, zii etc) e veramente faceva i salti mortali.
    e per noi? io per carità non dico che non ci si debba godere la vita ma se ogni tanto chiediamo 2/3 orette un aiuto non mi pare di toglierle del tempo prezioso....

    cmq quello che posso consigliarti è: se hai idea di fare un altro figlio (capisco il tuo desiderio) non contare + sull'aiuto della tua famiglia se poi alle spalle c'è malumore da parte loro. Vivi male tu e questo tuo malumore voglia o no si ripercuote su tua figlia e su tuo marito.
    Se potete arrangiatevi con un aiuto esterno, così non dovrete + rendere conto a neussuno! Concordate un fisso mensile così siete sempre coperti.

    In bocca al lupo!!
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  5. #5
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    Ciao Monet,
    ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza, che per molti punti somiglia alla mia.
    Anche tu hai centrato il problema. Mi servirebbe una persona fissa a cui delegare la gestione della bimba durante la nostra lunghissima giornata lavorativa, che praticamente è per entrambi come quella di tuo marito.
    Purtroppo questa soluzione finora non siamo riusciti ad attuarla.
    Con un'altra figlia o figlio temo che la situazione precipiterebbe.
    Mia madre non lavora più, quindi mi è veramente difficile comprendere perché le pesi tanto trascorrere 2 ore al giorno con l'unica nipote, peraltro dolcissima e buona.
    Anche mia sorella, purtroppo, non lavora, ma anche lei sebbene adori mia figlia mi rinfaccia ogni istante trascorso con la bimba, forse perché di base vorrebbe avere una vita diversa. Ho provato a proporle di assumerla ma la sola idea di "finire a fare la baby sitter" la manda in collera.
    Io soffro di queste loro reazioni, ne soffro moltissimo perché vedo che loro "possono" ma non vogliono, e non lo riesco ad accettare, è un po' questo il punto.
    2 ore al giorno, perché di questo parliamo, non mi sembrano un favore così enorme, specie alternandosi.
    La cosa che più mi è dispiaciuta di mia madre è che alla nascita di mia figlia ha rafforzato dei paletti che aveva già messo a me, soprattutto a riguardo della casa al mare che ci tiene a sottolineare sia sua, non nostra, facendo sentire me e mio marito e nostra figlia come ospiti sgraditi, e comunque come persone estranee, che possono frequentarla solo col suo permesso e sicuramente alle sue condizioni.
    Io mi sarei aspettata tutt'altro! Mi sarei aspettata di doverne frenare l'entusiasmo, mi sarei aspettata di dover porre io dei paletti, mi sarei aspettata porte aperte senza se e senza ma. Invece quando è nata mia figlia, per la prima volta ho dovuto cercarmi un'altra sistemazione per il mare perché i giorni che intendevo passare a casa "nostra" erano "troppi".
    E' stato umiliante, doloroso, non riesco a superare questa situazione. Io ho passato lì le intere estati della mia vita, 3-4 mesi l'anno, con la mia di nonna, che mi adorava e che adoravo. Oggi quella casa non è più "mia", è la casa di mia madre che mal gradisce la mia presenza. E' uno strappo durissimo, sento venir meno una parte di me, e in un momento poi di grande fragilità, un momento in cui si sente molto l'esigenza di sentirsi protetti, amati. A me è stato tolto tutto dalla persona che doveva, più di tutti, amarmi, proteggermi, accogliermi. Ma non c'è accoglienza da parte di mia madre, non c'è dolcezza, c'è rabbia, frustrazione, egoismo, chiusura.
    Ora che la bimba va per i 3 ho notato dei miglioramenti ma siamo sempre lontano dal mondo di dolcezza infinita che si attribuisce di solito ai nonni.
    Mia madre gioca con la bimba, ci scherza, ma oltre non va e so bene che non posso pretenderlo.
    So che non è giusto basare la propria vita sugli altri, ma so anche che non siamo isole, siamo umani, e troverei corretto sostenerci a vicenda, specie tra madre e figlia...ho provato a parlarle ma è andata malissimo, lei si ritiene sempre e comunque nel giusto, quando le parlo sembra sempre la stia "derubando" di qualcosa, del tempo, della vita stessa. Mia madre va per gli 80, ma si sente e si comporta come una ragazza, da sempre. Da una parte, come ho scritto precedentemente, ne sono contenta, mi fa piacere sia autonoma in tutto e per tutto; dall'altra mi piacerebbe che questa autonomia fosse meno estrema, e non si trasformi in un "state alla larga da me perché ho la mia vita".
    Non so come uscire da questo dolore perché anche se trovo una baby sitter e risolvo il problema di crescere mia figlia, mi rimarrà sempre nel cuore il dolore di non essere stata amata da mia madre. Certi gesti non sono perdonabili, certe posizioni non si possono accettare, soprattutto quando si diventa mamme e si scopre quale amore proviamo e quale amore non abbiamo, infine, ricevuto.
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  6. #6
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    parlando con una psicologa l'anno scorso (ero andata in depressione per via della diagnosi di mio figlio) abbiamo affrontato anche il percorso di mia madre. Conclusione: (parlo per la mia) Non tutti nasciamo per essere dei bravi genitori.... mettere al mondo dei figli non dà garanzia che poi tu li sappia crescere/educare e dare loro l'amore/aiuto che noi vorremmo o cmq ci aspetteremo.
    Mia madre è una di queste persone. Non mi ha mai fatto mancare niente a livello materiale/economico ma ha peccato molto sul lato affettivo. E continua a farlo! E come la tua...se provi a spiegarglielo ha come il paraocchi, lei è sempre e cmq nella ragione, sbaglio sempre io, sono io quella egoista! Non si ricava un ragno dal buco se provi ad affrontare il discorso...
    E'stata dura per me capirlo ed accettarlo ma ho dovuto farlo altrimenti continuavo a mandare giù rospi e star male....
    Non siamo fatti tutti uguali, ed a me (e a te a quanto pare) è capitata la madre "sbagliata".
    Non possiamo farci nulla... ma andare avanti con "altri mezzi". Quando troverai un equilibrio in tal senso vedrai che le cose andranno molto meglio ed anche tu sarai molto + distesa.

    Io oggi non la cerco più, sto tenendo le distanze. Se lo vorrà... ci cercherà lei.
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    parlando con una psicologa l'anno scorso (ero andata in depressione per via della diagnosi di mio figlio) abbiamo affrontato anche il percorso di mia madre. Conclusione: (parlo per la mia) Non tutti nasciamo per essere dei bravi genitori.... mettere al mondo dei figli non dà garanzia che poi tu li sappia crescere/educare e dare loro l'amore/aiuto che noi vorremmo o cmq ci aspetteremo.
    Mia madre è una di queste persone. Non mi ha mai fatto mancare niente a livello materiale/economico ma ha peccato molto sul lato affettivo. E continua a farlo! E come la tua...se provi a spiegarglielo ha come il paraocchi, lei è sempre e cmq nella ragione, sbaglio sempre io, sono io quella egoista! Non si ricava un ragno dal buco se provi ad affrontare il discorso...
    E'stata dura per me capirlo ed accettarlo ma ho dovuto farlo altrimenti continuavo a mandare giù rospi e star male....
    Non siamo fatti tutti uguali, ed a me (e a te a quanto pare) è capitata la madre "sbagliata".
    Non possiamo farci nulla... ma andare avanti con "altri mezzi". Quando troverai un equilibrio in tal senso vedrai che le cose andranno molto meglio ed anche tu sarai molto + distesa.

    Io oggi non la cerco più, sto tenendo le distanze. Se lo vorrà... ci cercherà lei.
    Ti ammiro, perché la tua situazione è probabilmente anche più complessa della mia, eppure sei riuscita a fare con coraggio le tue scelte, e anche a non dipendere da tua madre.
    Io conduco fuori una casa una vita in cui sono apparentemente autonoma, forte, determinata, indipendente; dall'esterno la mia vita può sembrare perfetta, mentre invece è piena di falle e quando smetto i panni della donna in carriera sono una ragazzina fragilissima e con l'animo ferito, il cuore perennemente sanguinante.
    Anche a me mia madre ha dato molto in termini pratici, mi ha fatto studiare, mi ha dato i soldi per avviare la mia vita, poi ha spinto un pulsante di rigetto, mi ha cancellata dalla sua vita, io mi sento orfana di madre pur avendo una madre viva, ormai da molti anni. E' una condizione così dolorosa che solo chi la vive può capire.
    Grazie ancora per le tue parole, ti penso con ammirazione, chissà che un giorno non riesca a stare sulle mie gambe come te.
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  8. #8
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    L'unico consiglio di cuore che posso darti è.... inziate a guardarvi intorno. Anche se decidete di non fare un altro figlio.
    Perchè da quello che ho capito anche ora non vivi bene questa situazione ed il tuo fisico ne risente... io mi dico, ha senso star male così? Per cosa poi? risparmiare qualche soldo? Renditi conto che tu dato il tuo stile di vita e dato il tuo lavoro, avrai sempre bisogno di loro per tua figlia.. ora va all'asilo ma tra qualche anno andrà a scuola.... ci sono le vacanze, le riunioni, le assemblee sindacali, gli scioperi e ahimè anche le malattie. Si insomma, un appoggio fisso ti servirà in ogni caso....
    E poi tua madre purtroppo non è + giovanissima...non so a lungo andare quanto potrà ancora "aiutarti".

    Pensateci bene... cominciate a chiedere in giro... ci sono tante giovani ragazze che cercano lavoro. Magari potete venirvi incontro reciprocamente!
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